Che ci sta di bello da vedere a Brusciano? Nulla, assolutamente nulla. Voi infatti andate dritti dritti (vabbe', dritti e' una parola, io continuo a perdermi ogni volta che ci vengo) alla Taverna Estia, varcate la porta di questo eroico ristorante da 1 stella Michelin nel mezzo del nulla, e pensate solo a godervi la serata.
Assaggi, viaggi e pensieri di una giornalista gastronomica / Tastings, travels and thoughts of a food writer
sabato 5 aprile 2014
Che m'hai portato a fare a Brusciano (se non mi vuoi piu' bene)
Che ci sta di bello da vedere a Brusciano? Nulla, assolutamente nulla. Voi infatti andate dritti dritti (vabbe', dritti e' una parola, io continuo a perdermi ogni volta che ci vengo) alla Taverna Estia, varcate la porta di questo eroico ristorante da 1 stella Michelin nel mezzo del nulla, e pensate solo a godervi la serata.
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sabato 22 marzo 2014
Una Birra (del Borgo) da Sora Maria & Arcangelo
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martedì 11 marzo 2014
Metti una Sera alla Gatta (con 'O Fiore Mio)
Ogni tanto decido di rompere la mia dieta gluten free, ma ne deve valere assolutamente la pena. E' successo, l'ultima volta, lunedi scorso (il 3 marzo) per la serata "a quattro mani" (e forse anche qualcuna di piu', o almeno le menti erano almeno tre!) organizzata da Giancarlo Casa - patron della Gatta Mangiona di Roma - con Davide Fiorentini e Matteo Tambini della pizzeria faentina 'O Fiore Mio.
mercoledì 1 gennaio 2014
Emozioni del 2013 (quelle di pancia, che il cuore e' un'altra storia)
Anche quest'anno gli amici di Identita' Golose hanno chiesto a me e ad altri 63 colleghi di segnalare quale fosse stata la piu' grande emozione (gastronomica, s'intende) del 2013. Potrebbe sembrare una scelta non semplicissima, soprattutto per chi come me e' sempre in giro a mangiare. In realta' non ho avuto troppa difficolta' a indicare la mia "emozione" perche' purtroppo, anche se di piatti buonissimi e sorprendenti ne ho assaggiati naturalmente tanti, non e' poi cosi' frequente mangiare qualcosa che sia davvero capace di colpire non solo il palato ma anche, in qualche modo, lo spirito.
martedì 3 dicembre 2013
Che si mangia a Natale? I tortellini!
Tra traslochi e avventure immobiliari, lavori improvvisi e pranzi tristellati, e' passato nuovamente un sacco di tempo dall'ultimo post. Di cose da raccontare ne avrei tantissime, e qualcosa cerco di recuperarla subito subito ma intanto senza nemmeno accorgermene siamo arrivati quasi a Natale.
domenica 20 ottobre 2013
In stato evidente da cambiare programma
Fine ottobre, una delle rare domeniche libere, tanti programmi e opzioni in ballo: una mostra al Palazzo delle Esposizioni, una manifestazione di birre artigianali, un salto da Ikea per vedere mobili...
E se invece restassimo a letto un po' di piu' (non troppo, c'e' il cane Lucky che vuole essere portato a spasso, almeno la domenica che diamine :) ) e poi andassimo a mangiare qualcosa?
Non sara' una novita', almeno per me, ma vuoi mettere mangiare all'aperto, non troppo lontani dal mare, a fine ottobre? Chissa' quanti mesi dovremo aspettare per rifarlo, e considerato che con luiandrei sono andata a mangiare anche in una bettola cambogiana, figuriamoci se mi faccio scappare l'occasione.
Quindi, direzione Fiumicino. Era un po' che volevo provare l'Osteria dell'Orologio e la cucina di Marco Claroni, giovane chef di cui sento parlare sempre bene.
Le aspettative non sono state deluse, ne' per quanto riguarda la cucina ne' per quel che concerne le ore di relax in ottima compagnia. Qualche riserva invece sul servizio, cordiale e decisamente molto informale ma un po' troppo impreciso per i miei gusti (e non sono di quelli che amano che gli venga messo il tovagliolo sulle gambe, per intenderci), dalle ordinazioni al servizio del vino.
Chiudo la lista dei complaint (si fa per dire, diciamo le cose che mi sono piaciute di meno) con la poca scelta di bottiglie alla mescita (solo un Gewurtztraminer di Terlano, ci 'e gentilmente stata aperta appositamente una bottiglia di Frascati Superiore dignitoso ma certo non memorabile; considerata la cucina 100% pesce si potrebbe dare qualche opzione in piu' di bianchi in mescita) mentre non mi dispiace la formula che mixa l'alta cucina con un'impostazione "da trattoria" (detto assolutamente in tono non dispregiativo) nelle porzioni abbondanti e i prezzi contenuti (antipasti e primi intorno ai 13 euro, secondi 16-20 euro, due menu degustazione da 35 - mi sembra - e 45 euro esclusi i vini).
Ecco quello che abbiamo mangiato noi:
Benvenuto:
alice fritta con farcia di patate e zucca in agrodolce
crema di pomodori con bufala e crudo di sugherello
entrambi molto buoni, con un bel contrasto tra acidita', grassezza e sapidita'. L'alice fritta mi ha anche dato una bella idea che sperimentero' presto a casa ;)
Antipasti:
calamaretti ripieni di scarole e alici su salsa di pomodoro e arancia
polpo scottato con broccoletti e cacio e pepe
Molto buono anche questo: cottura perfetta (rosata al centro), ottimo accostamento con le nocciole e la zucca che rende una bellissima interpretazione autunnale di questo pesce azzurro che da' sempre grandi soddisfazioni se cucinato bene.
Rinunciamo al dessert per goderci appena un altro po' di sole e aria aperta e andiamo via soddisfatti.
Osteria dell'Orologio
Via della Torre Clementina, 114, 00054 Fiumicino (Roma)
tel.+39 06 650 5251www.osteriadellorologio.net
E se invece restassimo a letto un po' di piu' (non troppo, c'e' il cane Lucky che vuole essere portato a spasso, almeno la domenica che diamine :) ) e poi andassimo a mangiare qualcosa?
Non sara' una novita', almeno per me, ma vuoi mettere mangiare all'aperto, non troppo lontani dal mare, a fine ottobre? Chissa' quanti mesi dovremo aspettare per rifarlo, e considerato che con lui
Quindi, direzione Fiumicino. Era un po' che volevo provare l'Osteria dell'Orologio e la cucina di Marco Claroni, giovane chef di cui sento parlare sempre bene.
Le aspettative non sono state deluse, ne' per quanto riguarda la cucina ne' per quel che concerne le ore di relax in ottima compagnia. Qualche riserva invece sul servizio, cordiale e decisamente molto informale ma un po' troppo impreciso per i miei gusti (e non sono di quelli che amano che gli venga messo il tovagliolo sulle gambe, per intenderci), dalle ordinazioni al servizio del vino.
Chiudo la lista dei complaint (si fa per dire, diciamo le cose che mi sono piaciute di meno) con la poca scelta di bottiglie alla mescita (solo un Gewurtztraminer di Terlano, ci 'e gentilmente stata aperta appositamente una bottiglia di Frascati Superiore dignitoso ma certo non memorabile; considerata la cucina 100% pesce si potrebbe dare qualche opzione in piu' di bianchi in mescita) mentre non mi dispiace la formula che mixa l'alta cucina con un'impostazione "da trattoria" (detto assolutamente in tono non dispregiativo) nelle porzioni abbondanti e i prezzi contenuti (antipasti e primi intorno ai 13 euro, secondi 16-20 euro, due menu degustazione da 35 - mi sembra - e 45 euro esclusi i vini).
Ecco quello che abbiamo mangiato noi:
Benvenuto:
alice fritta con farcia di patate e zucca in agrodolce
crema di pomodori con bufala e crudo di sugherello
Antipasti:
calamaretti ripieni di scarole e alici su salsa di pomodoro e arancia
polpo scottato con broccoletti e cacio e pepe
Due begli antipasti, anche se abbiamo preferito i calamaretti che hanno anche il pregio di avere una bellissima presentazione. Personalmente avrei visto meglio la scarola nella versione classica con olive e capperi anziche' con i fagioli, ma sono gusti personali. Davvero riuscita la combinazione con la salsa all'arancia. Mi e' piaciuto molto anche l'abbinamento non scontato (ma nemmeno fuori luogo) tra polpo, broccoli e cacio e pepe ma avrei fatto volentieri a meno della salsa rossa.
Primo piatto:
fettuccine alle tre alici, burro e bottarga
Boom! Io ho potuto fare solo un assaggio ma e' davvero un piatto spettacolare. Le alici sono: salate (sciolte nel burro immagino), marinate, crude. Un gioco di sapidita' diverse e mai invadenti (nemmeno con l'apporto della bottarga) tenute insieme magicamente dalla morbidezza delicata del burro che non risulta mai eccessivo. Chapeau.
Secondo piatto:
palamita in crosta di nocciole su crema di zucca
Molto buono anche questo: cottura perfetta (rosata al centro), ottimo accostamento con le nocciole e la zucca che rende una bellissima interpretazione autunnale di questo pesce azzurro che da' sempre grandi soddisfazioni se cucinato bene.
Rinunciamo al dessert per goderci appena un altro po' di sole e aria aperta e andiamo via soddisfatti.
Osteria dell'Orologio
Via della Torre Clementina, 114, 00054 Fiumicino (Roma)
tel.+39 06 650 5251www.osteriadellorologio.net
giovedì 20 giugno 2013
Le sette vite di Gino Sorbillo
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| foto prese dalla pagina Facebook di Gino Sorbillo |
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