mercoledì 3 agosto 2011

Ozi cilentani: La Locanda del Barone a Torraca


C'e' poco da fare, d'estate, in Cilento: prendere il sole, fare un bagno, dormire, mangiare....
Non e' vero, se uno volesse ci sarebbero tante cose da fare, da andarsene in giro a scoprire incantevoli paesini "di montagna" e sagre autentiche fino ad andare ai Festival musicali con nomi come Afterhours, Subsonica e Asian Dub Foundation. 

Ma se uno e' pigro, anche le prime soluzioni date non sono poi cosi' male. Io, ovviamente, ho scelto quelle e mi ci sto dedicando con impegno. L'altra sera, per esempio, sono andata per la prima volta da quando vengo qui in vacanza - cioe' da quando sono nata - a Torraca, un antico borgo medievale appollaiato all'interno del Golfo di Policastro. Per arrivarci, da Sapri, si deve fare un bel pezzo di strada tra i boschi, che ogni tanto si aprono regalando scorci meravigliosi sul golfo e sul porto di Sapri.
Il paese e' molto grazioso e ha una storia antica, di cui non mancano testimonianze, dalle antiche chiese alle opere del pittore Biagio Mercadante (1892 - 1971), che sono riproposte con bei pannelli lungo le stradine del borgo a ricostruirne la storia, un po' come a Cadaques per quelle di Dali'.
Ma io ero li' per altri fini: una visita all' Hotel Sant'Antonio, che fu convento e poi asilo (in pratica tutti gli abitanti di Torraca sopra i 18 anni ci sono andati...) e oggi e' stato restaurato e trasformato in una bella struttura di turismo conventuale - tecnicamente e' ancora proprieta' delle suore - gestita da amici, e poi a cena alla Locanda del Barone.

Un altro palazzetto del centro storico nasconde questo locale con muri in pietra viva e un incantevole giardino interno, dove si cena tra alberi di limone e vasi fioriti. Un ragazzo gentile ci spiega che la formula e' a menu fisso e - alla nostra richiesta di non esagerare con le porzioni - ci spiega che in effetti la cuoca tende ad abbondare, e poi ci resta male se si lascia qualcosa! Insomma, ci dovremo sacrificare....
Cominciamo dagli antipasti, che basterebbero da soli a saziarci: melanzane ripiene, peperoni con olive capperi e pangrattato (buonissimi!), zucchine alla scapece, melanzane sott'olio, peperoncini verdi fritti, delle squisite polpette di melanzane e salsiccia, scarola con uvetta e pinoli, un tagliere di sopressata e prosciutto "casarecci".... e peccato che  mancavano i fiori di zucca in pastella, che io adoro! Tutto buonissimo, e tutto fatto proprio come "in casa", con quei sapori che non ti scordi piu' ma che fatichi a ritrovare oggi, soprattutto nei temibilissimi "antipasti della casa" di gran parte delle pseudotrattorie italiane!

Stiamo per arrivare al primo quando scopriamo che il gentile signore che ogni tanto si alterna al ragazzo nel portare le portate non solo e' il titolare del locale, ma anche il vice-sindaco di Torraca, di cui e' stato sindaco per 10 anni: e' Daniele Filizola, classe 1971, dottore in Giurisprudenza con un master in Management Ambientale. A lui si deve l'innovativo progetto di illuminazione pubblica con i LED che ha fatto del paese cilentano un modello internazionale di risparmio energetico, ma anche il restauro e il recupero dell'asilo e l'installazione dei pannelli - sempre illuminati da LED - delle opere di Mercadante. Mi piace sottolineare che Filizola ha 40 anni e ha fatto tutto cio' negli ultimi 10 anni. Forse se si desse un po' piu' di spazio ai giovani (si dai, che siamo ancora giovani noi thirtysomething e anche oltre!) anche ai livelli alti della politica, l'Italia avrebbe qualche speranza in piu'.

Ma torniamo ai piatti: il menu prevede due "assaggi" di primi. Cominciamo con i ravioli di ricotta con sugo di pomodorini freschi, da insaporire a piacere con del cacioricotta grattugiato. E qui mi vorrei alzare per andare ad abbracciare la cuoca! Spiegatemi come si fa a fare dei ravioli cosi' leggeri, con un ripieno saporito ma quasi etereo e la pasta piuttosto spessa ma non coriacea, quasi friabile. Pare che a volte vengano sostituiti dagli gnocchi: non metto in dubbio che saranno buonissimi, ma io vorrei ritrovare questi ravioli qui! Secondo giro con le lagane e ceci servite nel tipico coccio. Molto buone anche queste, con un sughetto appena rosato e leggermente piccante che gli da' uno sprint in piu', ma non riescono a competere con l'ormai ricordo dei ravioli....
Impietositi, ci permettono di saltare la carne alla brace, e pure il formaggio con il miele (la prossima volta mangio meno antipasti e lo assaggio, giuro...) ma non ce la caviamo senza un assaggio di dolce: delle zeppole fritte e dei quadrotti di crostata ai lamponi a cui non ho saputo resistere! Per chiudere, un limoncello d'ordinanza oppure, per i piu' raffinati, un assaggio dalla collezione di rum caraibici del "sindaco", appassionato anche di questo! Da bere durante il pasto, invece, si puo scegliere tra un discreto sfuso o qualche buona etichetta cilentana. Il venerdi' il menu e' "a tutto baccala'" (altro buon motivo per tornarci) mentre il sabato e' protagonista la carne alla griglia. Il conto e' sui 30 euro tutto compreso (ma ovviamente dipende dal vino e da quanti bicchieri di rum riuscirete a scolare).



LA LOCANDA DEL BARONE 
via Gaetani
Torraca (SA)
è gradita prenotazione
tel. +39 3386135760 +39 333361063 

2 commenti:

  1. Che magnate. Perö un pensiero ce lo farei...

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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